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D. 27/05/2005 n. 61

• la ditta Autovie S.p.a. dovrà -qualora nel corso dei lavori di cui al punto precedente dovessero emergere evidenze archeologiche di particolare rilevanza

- studiare e mettere in atto forme di conservazione e/o valorizzazione delle evidenze «in situ»;

• le misure di mitigazione naturalistico-paesaggistica andranno realizzate secondo una tempistica correlata con la costruzione delle opere stradali in modo che siano operative alla data di esercizio dell'infrastruttura. A tale scopo le aree di esproprio dovranno comprendere, ove previsto, anche le fasce laterali per la piantumazione di essenze ad alto fusto, di essenze arboree e arbustive;

• dovranno essere ottimizzate le attività di cantiere per ridurre i tempi relativi e per mitigare il più possibile inerenti ricadute ambientali. Parte IIª - Raccomandazioni

• Acquisire, per le attività di cantiere, da parte del realizzatore dell'infrastruttura, entro la consegna dei lavori, la certificazione ambientale 14001 o la registrazione ai sensi del Regolamento CEE 761/2001 (EMAS).

• Progettare le barriere autirumore, tenendo conto del paesaggio e del valore storico-ambientale diffuso.

• Prevedere un impianto di controllo delle condizioni di visibilità, con dispositivi ad alta tecnologia e con attivazione automatica in caso di riduzione della visibilità.

• Realizzare, ove possibile per il migliore inserimento paesaggistico delle opere d'arte, una progettazione integrata paesaggistico-architettonica delle infrastrutture (rilevati, ponti, viadotti, etc.) tale da poter permettere il migliori inserimento dell'opera nel paesaggio e mitigare di conseguenza l'effetto di cesura territoriale. In particolare si raccomanda di prestare particolare cura alle forme ed alle superfici di pile e spalle ed alla loro naturalizzazione (piantumazioni, mascheramenti).

• Privilegiare l'impianto di barriere alberate in armonia con il paesaggio in modo da realizzare, oltre che una mitigazione, anche una compensazione ambientale.

• Che venga verificata, ai fini trasportistici la capacità dei piazzali di accesso alle stazioni dalle barriere.

• Dovrà essere effettuata una precisa localizzazione degli habitat naturali e stimata l'eventuale riduzione delle superfici previste, al fine di individuare le misure di attenuazione, tenuto in particolare conto delle aree naturali interessate dal progetto situate entro o in prossimità dei due siti di importanza nazionale (censiti nell'ambito del progetto Bioitaly) denominati IT3332006 «Confluenza Torre Isonzo» e IT3332007 «Isola presso Poggio Terza Armata e Golena di Savogna».

• In sede di progettazione definitiva dovranno essere adottate tutte le misure necessarie a garantire il proseguimento dell'attività sul campo sportivo di Savogna soprastante il raccordo stradale.

• In sede di progettazione definitiva dovrà essere verificata la possibilità di limitare la coltivazione delle cave già presenti sul territorio, e l'apertura di nuove cave, se non evitabile, accuratamente motivata, accompagnando la motivazione con gli opportuni studi di ripristino paesaggistico alla fine dei lavori.

 

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